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Sgarbi e Guccione vogliono il Parco degli Iblei

comitato parco degli ibleiCentocinquanta ore di riprese per produrre il documentario “Iblei – Storie e luoghi di un parco”, di circa un’ora, in uscita ad aprile, per raccontare gli Iblei, la natura, le cave, la fauna, la flora. Tutti quegli elementi che saranno tutelati e valorizzati dall’istituzione del Parco degli Iblei. Alla libreria Saltatempo a Ragusa stamattina è stato presentato il trailer del documentario prodotto da Argosoftware, con la produzione esecutiva di Extempora, da un’idea di Lorenzo Lo Presti e con la regia di Vincenzo Cascone. Un racconto a più voci da parte di chi vive e lavora sul territorio, per essere strumento di conoscenza rispetto alla proposta di istituzione di un parco nell’area compresa tra le province di Ragusa, Catania e Siracusa. Lo scopo è quello di evidenziare, attraverso le immagini e gli interventi di esperti, geologi, archeologi, agronomi, guide ambientali, artisti e anche semplici appassionati, la straordinaria biodiversità di questo territorio, microcosmo di elementi naturali e di interventi dell’uomo che per secoli lo hanno caratterizzato.

comitato parco degli ibleiLorenzo Lo Presti di Argosoftware, società che produce il documentario, ha spiegato la scelta di avviare questo particolare progetto editoriale. “Abbiamo voluto pensare alla produzione del documentario credendo concretamente in uno sviluppo sostenibile che rappresenta l’unica strada da percorrere per salvare il nostro territorio. Quanti sono per la creazione del parco sono stati accusati addirittura di aver ordito un complotto. Ma non è così, anzi la nostra unica intenzione, e in questo abbiamo nel ministro Stefania Prestigiacomo un alleato, è quello di tutelare un bene comune. In questi giorni abbiamo assistito a chi invece è contrario a questo parco, spesso la stessa gente e perfino le stesse istituzioni, che non dicono nulla sugli scempi edilizi perpetrati anche contro la legge. Noi crediamo nel nostro territorio e nella legalità e continueremo la nostra battaglia”. Il documentario avrà un taglio divulgativo e sarà diffuso nelle scuole, nei centri di informazione turistica, nei circuiti di promozione. “L’obiettivo – ha spiegato il regista Vincenzo Cascone di Extempora – resta quello di esprimere in immagini le peculiarità del territorio. Il parco viene immotivatamente visto come una iattura. Ed invece è sbagliato perché valorizza la natura che per secoli è stata alleata dell’uomo. Un felice rapporto che esiste da sempre e che ultimamente è stato modificato a senso unico dall’uomo e dai suoi interventi devastanti. La natura ha già dato i suoi segnali di avvertimento e adesso è anche arrivato il progetto di istituzione del Parco degli Iblei che intende dare ossigeno a questo territorio frutto di una sedimentazione di vari elementi, dall’ambiente alla cultura. Ecco perché leggiamo come un’autodenuncia le dichiarazioni del sindaco Nello Dipasquale quando dice che in questo territorio c’è poco da valorizzare in quanto ci sono depuratori e fognature vicino agli ambienti naturali. Errori di una classe politica, di cui fa parte lo stesso primo cittadino, intento a creare un allarmismo inutile”.  comitato parco degli iblei (2)Paolo Uccello dell’Ente Fauna Siciliana e Saro Ruggeri del Cirs si sono soffermati sulle peculiarità ambientali del territorio che si intende valorizzare con l’istituzione del parco. L’artista Piero Guccione ha detto di non capire l’opposizione che arriva da un compatto fronte politico e ha manifestato il sospetto che ci siano interessi forti che intendono bloccare l’istituzione del parco. Il critico Vittorio Sgarbi, intervenuto telefonicamente in quanto bloccato a Salemi, ha dichiarato che “chi è contro il parco non riesce a manifestare la volontà del territorio che va invece salvaguardato e tutelato”. Sgarbi ha annunciato anche azioni mediatiche in ambito nazionale per ottenere l’istituzione del Parco degli Iblei. Tra gli interventi anche quello di Salvatore Mancini, imprenditore del turismo che ha parlato di una classe politica che non rappresenta le esigenze del territorio: “Parlano di sviluppo sostenibile ma sono loro i primi ad essere insostenibili”.

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