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Questa sera, su La7, il video inedito del pianto di Luciano Moggi
By GianPaolo De Simone on dic 15, 2009 in Notizie dal mondo
Ecco i video mai visti dello scandalo più grande
Moggi ha pianto pubblicamente due volte. La prima se la ricordano tutti. Nella sala stampa dello stadio di Bari, il giorno dello scudetto della sua ultima Juventus. «Mi avete ucciso l´anima». Un pianto triste, attonito. Della seconda volta, invece, nessuno sapeva nulla. Successe il giorno del primo interrogatorio davanti agli uomini che per due anni avevano ascoltato le sue telefonate. Un pianto disperato, tragico. Il pianto di chi capisce, forse per un solo istante, le proporzioni delle proprie colpe e quindi del proprio dramma: «Mi state trattando come se fossi Provenzano… Gelli».
Questa sera, a più di tre anni di distanza, quel pianto andrà in televisione su La7: è uno dei momenti cruciali di un documentario fortissimo, frutto di un anno di accurato lavoro giornalistico, che ricostruisce l´intera vicenda Calciopoli, dalla sua genesi alle ultime evoluzioni processuali: “Operazione Off Side”. Un documento che rischia di pesare più di una condanna, la cui visione è consigliata a quanti ancora oggi hanno riserve sui contenuti dello scandalo più grave della storia del calcio italiano. Mai come in questa ricostruzione la trama criminale di Calciopoli è stata così chiara, definitiva, dimostrata. Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto e Mazzini erano al vertice di una struttura criminale che controllava il calcio italiano, determinava risultati sportivi e intere carriere e che nel maggio 2005 consegnò lo scudetto alla Juventus, fermò il Milan, salvò la Lazio e, in extremis, la Fiorentina.
Il capitolo del salvataggio della squadra viola è quello di maggior impatto. Perché racconta con un nitore inedito la piroetta a cui furono costretti i fratelli Della Valle che, entrati nel mondo del calcio per rivoluzionarlo, finirono per inginocchiarsi davanti a uno scherano del sistema Moggi, Innocenzo Mazzini. L´ex dg della Juve e il vicepresidente federale avevano deciso di piegare i Della Valle (che puntavano su Abete come candidato alla Figc, mentre il loro era Carraro) e avevano fatto in modo che la Fiorentina si trovasse a fine campionato in una situazione di classifica disperata. Il lavoro di Nigri & Filippetto documenta il repentino cambio di fronte (l´andata a Canossa, per usare una delle espressioni di Mazzini) della dirigenza viola che culmina con il pranzo – di cui, in questa pagina, sono riprodotte per la prima volta le immagini riprese dai carabinieri – al ristorante Villa La Massa, a Bagno a Ripoli, Firenze. Da quel momento le cose per la Fiorentina cambiano: Chievo-Fiorentina finisce 1-2 (e per quella gara, ieri, è stato condannato Dondarini). Poi, l´incredibile 1-1 di Lazio-Fiorentina, la sua preparazione, i suoi errori, e l´opera d´arte finale di De Santis in Lecce-Parma 3-3: l´arbitro romano, dal vivo, esce in tutta la sua pelosa arroganza.
Il documentario ricostruisce poi il sistema di potere di Moggi elencando tutti i “pezzi di Stato” che, pur non finiti nell´inchiesta, erano a lui vicini: ci sono due ministri (Interni, Pisanu; Finanze, Siniscalco), tre generali della Guardia di finanza; i generali di brigata Pino Mango e Raffaele Romano; il generale Mario Iannelli; due maggiori: Gino Picarazzi (fece l´inchiesta sui Rolex della Roma) e Stefano Di Maria. Alla fine dell´elenco la voce dell´attore che interpreta il verbale sottoscritto da Moggi chiosa: «Nessuno mi ha fatto dei favori, forse è vero il contrario». Facevano parte del sistema Moggi anche alcuni agenti di polizia. Due di loro sono stati ripresi dai carabinieri mentre effettuavano un servizio di scorta non autorizzato e con i mezzi dello Stato allo stesso Moggi e a Fabio Capello, allenatore di quella Juve, bisognoso di cure dal dentista a Roma. Si vedono gli agenti distribuire per conto dell´ex dg, fuori dal ristorante romano “Tullio”, cadeaux natalizi ai giornalisti Lamberto Sposini e Italo Cucci.
Calciopoli, lo si capisce con “Operazione Off Side”, è roba d´oggi quando l´attuale dirigenza Juve non chiede i danni a Moggi ma chiede la terza stella, quando la presidenza del Bologna, allora retrocesso da Moggi, oggi gli affida una consulenza, quando si scopre che nel processo ci sono richieste di danni – a carico di Juve, Fiorentina, Lazio – per 200 milioni di euro.
Moggi ha pianto pubblicamente due volte. La prima se la ricordano tutti. Nella sala stampa dello stadio di Bari, il giorno dello scudetto della sua ultima Juventus. «Mi avete ucciso l´anima». Un pianto triste, attonito. Della seconda volta, invece, nessuno sapeva nulla. Successe il giorno del primo interrogatorio davanti agli uomini che per due anni avevano ascoltato le sue telefonate. Un pianto disperato, tragico. Il pianto di chi capisce, forse per un solo istante, le proporzioni delle proprie colpe e quindi del proprio dramma: «Mi state trattando come se fossi Provenzano… Gelli».Questa sera, a più di tre anni di distanza, quel pianto andrà in televisione su La7: è uno dei momenti cruciali di un documentario fortissimo, frutto di un anno di accurato lavoro giornalistico, che ricostruisce l´intera vicenda Calciopoli, dalla sua genesi alle ultime evoluzioni processuali: “Operazione Off Side”. Un documento che rischia di pesare più di una condanna, la cui visione è consigliata a quanti ancora oggi hanno riserve sui contenuti dello scandalo più grave della storia del calcio italiano. Mai come in questa ricostruzione la trama criminale di Calciopoli è stata così chiara, definitiva, dimostrata. Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto e Mazzini erano al vertice di una struttura criminale che controllava il calcio italiano, determinava risultati sportivi e intere carriere e che nel maggio 2005 consegnò lo scudetto alla Juventus, fermò il Milan, salvò la Lazio e, in extremis, la Fiorentina.
Il capitolo del salvataggio della squadra viola è quello di maggior impatto. Perché racconta con un nitore inedito la piroetta a cui furono costretti i fratelli Della Valle che, entrati nel mondo del calcio per rivoluzionarlo, finirono per inginocchiarsi davanti a uno scherano del sistema Moggi, Innocenzo Mazzini. L´ex dg della Juve e il vicepresidente federale avevano deciso di piegare i Della Valle (che puntavano su Abete come candidato alla Figc, mentre il loro era Carraro) e avevano fatto in modo che la Fiorentina si trovasse a fine campionato in una situazione di classifica disperata. Il lavoro di Nigri & Filippetto documenta il repentino cambio di fronte (l´andata a Canossa, per usare una delle espressioni di Mazzini) della dirigenza viola che culmina con il pranzo – di cui, in questa pagina, sono riprodotte per la prima volta le immagini riprese dai carabinieri – al ristorante Villa La Massa, a Bagno a Ripoli, Firenze. Da quel momento le cose per la Fiorentina cambiano: Chievo-Fiorentina finisce 1-2 (e per quella gara, ieri, è stato condannato Dondarini). Poi, l´incredibile 1-1 di Lazio-Fiorentina, la sua preparazione, i suoi errori, e l´opera d´arte finale di De Santis in Lecce-Parma 3-3: l´arbitro romano, dal vivo, esce in tutta la sua pelosa arroganza.
Il documentario ricostruisce poi il sistema di potere di Moggi elencando tutti i “pezzi di Stato” che, pur non finiti nell´inchiesta, erano a lui vicini: ci sono due ministri (Interni, Pisanu; Finanze, Siniscalco), tre generali della Guardia di finanza; i generali di brigata Pino Mango e Raffaele Romano; il generale Mario Iannelli; due maggiori: Gino Picarazzi (fece l´inchiesta sui Rolex della Roma) e Stefano Di Maria. Alla fine dell´elenco la voce dell´attore che interpreta il verbale sottoscritto da Moggi chiosa: «Nessuno mi ha fatto dei favori, forse è vero il contrario». Facevano parte del sistema Moggi anche alcuni agenti di polizia. Due di loro sono stati ripresi dai carabinieri mentre effettuavano un servizio di scorta non autorizzato e con i mezzi dello Stato allo stesso Moggi e a Fabio Capello, allenatore di quella Juve, bisognoso di cure dal dentista a Roma. Si vedono gli agenti distribuire per conto dell´ex dg, fuori dal ristorante romano “Tullio”, cadeaux natalizi ai giornalisti Lamberto Sposini e Italo Cucci.
Calciopoli, lo si capisce con “Operazione Off Side”, è roba d´oggi quando l´attuale dirigenza Juve non chiede i danni a Moggi ma chiede la terza stella, quando la presidenza del Bologna, allora retrocesso da Moggi, oggi gli affida una consulenza, quando si scopre che nel processo ci sono richieste di danni – a carico di Juve, Fiorentina, Lazio – per 200 milioni di euro.
La Repubblica







