Presentato a Pozzallo “Il mio essere”, primo libro di poesie di Margareth Sigona
Presentazione in grande stile, domenica sera, presso lo spazio cultura “Meno Assenza” per la presentazione del primo libro di poesie della pozzallese Margareth Sigona. A presenziare il Sindaco di Pozzallo Giuseppe Sulsenti, il professore Carmelo Nolano, il giornalista Valerio Rosa, il presidente dell’associazione Musica e Parole, editrice del libro, GianPaolo De Simone. Dopo il saluto del primo cittadino, il professore Nolano ha tracciato un profilo della giovane scrittrice pozzallese. “Margareth va elogiata perché ha avuto il coraggio di metterci la faccia – ha affermato Nolano – esponendosi alla critica e al giudizio della gente. È una giovane con una grande forza d’animo, una perla della città di Pozzallo e lo “scrigno” che ha presentato questa sera, deve essere conservato gelosamente da questa comunità pozzallese, perché è davvero raro che una giovane si cimenti nella stesura di un libro di poesie. Questo è da considerarsi come un vero e proprio evento per la nostra città” – ha concluso Nolano. Poi è stata la volta dell’editore del libro, il presidente dell’associazione culturale “Musica e parole”. “Quando Margareth, circa due anni fa ci parlò di questo suo desiderio, – ha affermato De Simone – abbiamo espresso immediatamente il nostro appoggio e il nostro aiuto incondizionato. Valorizzare i giovani del nostro territorio è stata da sempre la nostra “mission” e quindi, per la prima volta, dopo l’esperienza giornalistica con il mensile 30giorninews, oggi anche quotidiano on line, e dopo l’esperienza con l’accademia musicale, abbiamo deciso di pubblicare il libro di questa giovane donna pozzallese. È una nostra amica che ha messo in gioco se stessa e nelle parole di ogni sua poesia si rispecchiano i suoi stati d’animo e i suoi sentimenti. Speriamo di poter pubblicare in seguito altre raccolte di poesie”. Poi è stata la volta della protagonista, Margareth Sigona, autrice della raccolta denominata “Il mio essere”, la quale ha affermato di aver scritto questo libro dopo aver vinto un concorso di poesia, qualche giorno prima della morte della madre. “Mia mamma mi disse che le parole di quelle poesie non potevano non essere ascoltate da tutti, perché in qualche modo davano forza” e così iniziai a cimentarmi nella stesura di questo libro. Le parole di Margareth, nella sala gremita, provocavano forti emozioni: “Promisi a mia madre che avrei scritto un libro che avrei fatto leggere a tutti e lei mi rispose che se anche non fosse riuscita a leggerlo prima della sua morte, lo avrebbe poi ascoltato da lassù….Fino ad oggi – ha continuato Margareth – ho cercato di vivere un po’ anche della sua vita lasciata a metà del suo percorso, camminando sui suoi passi scoperti e mantenendo tutte le promesse che ci siamo fatti nel silenzio della sua camera quando non voleva che nessuno ci ascoltasse e venisse a conoscenza dei nostri segreti. Vorrei che la gente – ha concluso Margareth – non leggesse solo i miei versi ma che provasse ad immergersi nelle emozioni che voglio sprigionare perché tante volte, immersi nel quotidiano, non ci fermiamo per ascoltarci e ci scordiamo che piangere a volte fa bene e soprattutto dobbiamo cercare di non rimandare mai, perché il domani potrebbe non esserci”. Infine, Valerio Rosa, ha parlato del significato della poesia. “La poesia è un artificio, poeta è chi riesce ad ingannare gli altri. Margareth, con questo libro di poesie, ha voluto creare uno spazio tra il dolore che ha vissuto e quello che ha raccontato. Ci ha resi partecipi dei suoi sentimenti, ma allo stesso tempo ha arricchito, con le sue parole, la vita di ognuno di noi. Oggi, la platea così numerosa – ha continuato Valerio Rosa – dimostra che lei è una giovane molto amata. È facile raccogliere tanta gente per un concerto o per un evento di carattere più ludico; è difficile, invece essere in tanti per la presentazione di un libro di una concittadina e la massiccia presenza di pozzallesi presenti a questo evento, dimostra l’affetto che Pozzallo ha nei confronti di Margareth” – ha concluso Valerio Rosa.







