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Pozzallo: sbarco di 300 immigrati, una vittima

immigratiPozzallo – Un barcone di 300 immigrati ignorato dalle autorità maltesi e libiche. Trecento vite in balia dell’indifferenza. Fin quando sono state soccorse a Pozzallo, dove i migranti sono sbarcati lunedì pomeriggio. La Procura della Repubblica di Modica ha aperto un’inchiesta per capire quali e di chi siano le responsabilità di questo ennesimo viaggio della speranza finito in tragedia per un uomo, unica vittima, deceduto nel corso della traversata. E’ stato accertato che si tratta di un somalo di 25 anni,  giunto sotto scorta al Porto di Pozzallo. L’indagine potrebbe fare emergere responsabilità per Malta. L’ipotesi è reato di omissione di soccorso, anche se dall’Isola dei Cavalieri fanno sapere che non c’erano le condizioni di pericolo per intervenire. La Procura, nel frattempo, ha disposto l’esame autoptico sul cadavere del clandestino, che sarà eseguito nelle prossime ore,  per chiarire quali siano state le cause della morte. Intanto, la polizia libica ha arrestato due dei presunti organizzatori del viaggio. Si tratta di un ventiseienne eritreo, che è stato trovato in possesso di un passaporto sudanese falso, e del proprietario dell’imbarcazione, un cittadino libico, che aveva denunciato dieci giorni fa il furto del natante per crearsi un alibi. Diverse le persone sbarcate ricoverate all’ospedale “Maggiore” di Modica. Il più grave è un bambino di due anni: sospetta broncopolmonite. “La situazione – spiega il direttore sanitario del nosocomio modicano, Piero Bonomo – è sotto controllo. I nostri medici ed il personale vario del “Maggiore” ma anche del posto medico di Pozzallo si sta impegnando per dare l’assistenza necessaria alle persone che sono state ricoverate ma mi sento di assicurare che non ci sono casi che possano preoccupare ed allarmare la popolazione locale”. Intanto da Palazzo La Pira fanno sapere che il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, in partenza per Bruxelles, intende sottoporre agli eurodeputati italiani la necessità di un intervento europeo in favore degli sbarchi. “Pozzallo resta sempre disponibile all’accoglienza – si legge in un comunicato – ma vuole recuperare i pesanti danni economici subiti: sono a carico del comune le pulizie dei netturbini, i consumi energetici, le spese telefoniche, le spese funerarie e cimiteriali, le spese per i minori non accompagnati da allocare in strutture autorizzate con anticipazioni comunali che trovano difficoltà nel recupero sia da parte della Regione che della Prefettura”. “Ed ancora – continua il comunicato – il pesante impegno delle forze dell’ordine in operazioni di soccorso, riconoscimento, valutazione delle situazioni individuali, allocazione in altri centri, sottrae uomini ai compiti istituzionali a difesa e tutela del territorio. Anche in questo caso il danno non è quantificabile per la minore sicurezza che subiscono i cittadini. E la gestione dei minori che scappano, che bisogna riallocare, con la responsabilità civile e penale della funzione di tutor che spetta al Comune, costituisce ulteriore dispendio di costi anche in termini di risorse umane che devono seguire gli iter burocratici”. Inoltre, l’amministrazione comunale non poteva non manifestare il proprio malumore per il mancato rinnovo, atteso da due anni, della convenzione con il Ministero degli Interni in merito al centro di prima accoglienza. Una stipula che continua ingiustificatamente a tardare. “Né si può sottacere che il Ministero degli Interni, – si avverte nella nota – in maniera quasi offensiva, nelle operazioni si è limitato ad inviare una squadra di medici, come se quelli locali, che tanto impegno hanno profuso in ogni occasione, non fossero in grado di dare soccorso agli extracomunitari. Il Comune di Pozzallo intende continuare a livello europeo, nazionale e regionale la sua battaglia affinchè l’accoglienza di Pozzallo non si tramuti in danno economico permanente per la città”.

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