Pozzallo, porto bloccato dal sequestro delle navi. Urgono gli interventi.
Ieri pomeriggio, presso l’aula consiliare di Palazzo La Pira, a Pozzallo, si è tenuto un incontro-dibattito tra gli operatori portuali e l’amministrazione comunale per discutere della problematica relativa al fermo delle due navi sequestrate all’interno del porto di Pozzallo. Da più parti è stato sottolineato che se non si toccheranno i tasti giusti, il fermo della Jameela Star, la seconda nave ancorata sotto sequestro al porto di Pozzallo, potrebbe avere tempi lunghissimi. Una situazione particolare, casuale, verificatasi senza la volontà di alcuno. Nei giorni scorsi c’è stato il tentativo da parte degli imprenditori portuali di risolvere la situazione attraverso l’invio di una lettera alla Procura della Repubblica di Modica, che, purtroppo, non ha sortito alcun effetto. Il sindaco di Pozzallo Giuseppe Sulsenti ha affermato che la situazione in cui si è venuto a trovare il Porto di Pozzallo è paradossale: “cerchiamo di allargare le banchine e mettere in sicurezza il porto – ha affermato il primo cittadino – e nel frattempo il porto stesso può essere utilizzato solo al 50% a causa del sequestro delle navi”. Qualcuno poi ha provato a cercare qualche soluzione, come quella di mettere una nave (la Fortuna II) fuori dal porto, in rada, ma non si è riuscito a capire chi si sarebbe dovuto occupare di ciò e, in ogni caso, in tal modo l’equipaggio sarebbe stato esposto a inutili rischi. Altra soluzione prospettata, quella di ormeggiare la nave in un braccio non in uso al porto di Portopalo. Proposta caduta nel vuoto.
Poi il coro di grande preoccupazione degli operatori portuali si è alzato sempre più: “il porto sta perdendo credibilità. Molti armatori stanno preferendo altri porti perché riescono in tal modo ad affrontare spese minori”.
Il sig. Venniro, titolare delle ditte “Biarma” e “Sermi” ha parlato di un caso “particolare” avvenuto con la Jameela Star: “L’equipaggio è scappato lasciando a bordo i documenti. È necessario riflettere su come la fuga da una nave di 6 persone stia mettendo a rischio 50-60 posti di lavoro. Occorre trovare una soluzione seria e definitiva al problema. Il porto in tal modo non è più competitivo. Prima di sequestrare la nave sarebbe stato opportuno anche verificare la situazione del porto”. Altri operatori, invece, hanno puntato il dito sulla Capitaneria di Porto di Pozzallo: “la Fortuna II avrebbe potuto lasciare il porto di Pozzallo la scorsa estate ed approdare ad Augusta. Non abbiamo capito come mai le operazioni si sono interrotte. A volte i militari della Capitaneria di Porto remano contro gli operatori portuali e sembra che “godano” quando ci verbalizzano. Non se ne può più”.
Poi è stata la volta del sig. Cappuccio, capogruppo degli ormeggiatori di Siracusa-Pozzallo: “Quello di Pozzallo non è un porto, ma una spiaggia con un braccio. Non si comprende perché la Capitaneria di porto non si adoperi per far uscire la Fortuna II dal porto”. E ancora l’avvocato Venniro: “risulta di fondamentale importanza evitare che la Jameela Star si trasformi in una seconda Fortuna II”.
Poi gli imprenditori hanno provato nuovamente a cercare soluzioni al problema. “Si dovrebbe interessare del caso l’ammiraglio De Michele, che con la sua autorità potrebbe sbloccare la situazione” – hanno affermato in coro.
E subito dopo è stato trovato un metodo condiviso da tutti per trovare una soluzione al problema. È stata inviata una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero di Grazia e Giustizia, al Ministero degli Interni, alla Direzione Generale delle Capitanerie di porto di Roma, all’Ammiraglio Domenico De Michele della Direzione Marittima di Catania, alla Prefettura di Ragusa, alla Presidenza della Regione, all’Assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente, alla Procura della Repubblica di Modica, alla Capitaneria di porto di Pozzallo, al Presidente della Provincia Regionale di Ragusa, al Presidente della Camera di Commercio, al Presidente dell’Asi, all’Associazione Industriali di Ragusa, ai Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, all’Associazione Asso Servizi Portuali, al Presidente del Consiglio comunale e alla deputazione iblea, al fine di richiedere opportuni interventi per trasferire urgentemente le due imbarcazioni in altri porti anche comunitari.







