Peppe Drago fonda il Partito della Nazione
Excursus tra i problemi della provincia iblea, porto di Pozzallo e aeroporto di Comiso
Detto da un ex presidente della Regione Siciliana fa proprio specie. Crisi di leadership, identità del territorio ibleo, Partito della Nazione. L’on. Peppe Drago ha dato appuntamento all’Hotel Torre del Sud, a Modica Sorda, per tracciare i nuovi percorsi politici in vista della trasfusione dell’Udc in un partito più grande, quello della Nazione, solidale, moderno, fuori dal manicheismo destra-sinistra, berlusconismo-antiberlusconismo. E lo ha fatto partendo da Modica: “Dobbiamo essere umili, ma fieri di aver servito questa città negli ultimi anni. Abbiamo commesso errori? Si, come tutti gli altri. Abbiamo ereditato una situazione finanziaria di forte indebitamento, quando arrivammo al governo della città, e abbiamo lasciato una città indebitata. Ma nessuno pensi che l’Udc debba nutrire sentimenti di inferiorità rispetto alla questione morale o al diritto di intervento nel dibattito politico. Oggi siamo fieri di aver servito Modica lungo un arco di venti anni. E rispetto a questo chiediamo di essere giudicati. Mancano mille giorni perché l’Udc torni al governo di Modica”. Il deputato nazionale dell’Udc passa a un livello di riflessione superiore, guarda alla provincia: “Nessuno si offenda, neanche tra i miei colleghi parlamentari – ha affermato – ma oggi scontiamo una crisi di leadership in questa terra. Lo dico anche in riferimento alle mie vicende personali, note ai più e che ho brillantemente superato negli ultimi mesi. Ma resta un difetto di lettura e di forza politica. Abbiamo una classe dirigente con scarsa capacità di leggere i fenomeni economici, sociali, e allo stesso tempo poco incisiva, a Roma, a Palermo”. “Guardiamoci intorno: perché non decolla il porto di Pozzallo? Perché i potentati catanesi non hanno interesse che Pozzallo esca fuori dal guscio. Perché non si apre l’aeroporto di Comiso? Perché Comiso è un aeroporto privato. Non è pubblico. E’ privato. E il privato gestore sta tentando di far uscire al pubblico, ovvero allo Stato, i soldi da dare all’Enac per aprire. E sapete quando aprirà Comiso? Solo quando a Catania dovranno chiudere per ristrutturare, fra un anno. Vi siete chiesti a chi appartengono i villaggi turistici di questa provincia? Di chi sono i capitali? Di gente che viene da fuori. Noi possiamo andare a fare solo i lavapiatti in queste strutture. Cosa voglio dire? Che è in atto una colonizzazione di questa provincia. L’ultimo esempio c’è offerto dal Parco degli Iblei. Se passasse questo progetto ogni intervento sull’urbanistica del nostro territorio dovrebbe essere delibata prima dall’Ente Nazionale Parco degli Iblei, il che vorrebbe dire la mummificazione del territorio. Qual è la mia proposta? Istituiamo la Regione Iblea, comprendendo comuni del siracusano, muoviamoci in una nuova logica di Sistema Integrato Locale organico, consapevole della propria diversità, delle proprie risorse”. E sul tema delle risorse il deputato dell’Udc spende parecchie riflessioni: “Tutti parlano di crisi, ma nessuno di modelli di vita. E’ vero, c’è la crisi, ma qual è il modello di vita che vogliamo assumere? Quello del consumismo sfrenato, dell’eterna insoddisfazione del “vorrei ma non posso”, o possiamo introdurre nei valori della politica anche l’idea di morigeratezza?! La politica deve parlare di riuso delle acque, di risparmio energetico, di minor consumo di farmaci, che a volte fanno più male che bene, di salute del pianeta e di salute dei singoli. A Rosarno sono accadute alcune cose drammatiche. Avete visto un solo politico di questa provincia, un sindacalista che abbia posto all’ordine del giorno del dibattito politico il tema degli extracomunitari, delle condizioni di lavoro degli extracomunitari? Nessuno. Mi si chiede perché aderire al nuovo Partito della Nazione. Vi preannuncio che ci sarà l’adesione del Movimento Popolari per la Sicilia, di cui è leader l’amico Antonio Borrometi, ed altri ancora aderiranno. Oggi c’è un bipolarismo incancrenito. Da un lato l’ottimismo senza regole di Berlusconi, dall’altro il centrosinistra, che ha garantito la grande industria, le grandi banche. Quindi, il popolo delle Partite Iva rappresentato dalla Lega, e l’autonomismo abortito, contraddittorio, rivelatosi mera occupazione di potere da parte di Raffaele Lombardo. Il Partito della Nazione rappresenta l’alternativa a queste contrapposizioni. Al centro del nostro progetto c’è la persona, il suo benessere, la valorizzazione delle identità, non in un gioco di contrapposizione fra territori, etnie, regioni, ma in un circuito virtuoso di scambio, confronto, comprensione. Il vento non è favorevole, dirà qualcuno. Rispondo: esistono tre atteggiamenti. Quello di chi resta in rada, imprecando contro il vento. Quello di chi si adegua, e cerca di seguire le folate, inseguendo la massa, e infine l’atteggiamento di chi, sfidando l’incerto, si mette in mare. Io sono fra questi ultimi, e spero anche voi”.







