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Modica, arrestato lavoratore per truffa aggravata all’ASP

A seguito di una minuziosa attività investigativa ieri è stato tratto in arresto il modicano Gianfranco Caccamo, 53, responsabile di falso ideologico e truffa aggravata e continuata in danno dell’ASP n.7, presso cui prestava servizio da molti anni. Dopo una serie di appostamenti e pedinamenti effettuati dal personale del Commissariato di Modica, avvenuti nei giorni 2, 11, 12 e 15 marzo scorsi, nonché il blitz a sorpresa effettuato l’11 maggio e, da ultimo, gli appostamenti e pedinamenti effettuati nei giorni 29 e 30 giugno, il Caccamo veniva sorpreso a timbrare il suo badge per poi uscire recandosi altrove – bar panificio, tabacchi, rifornimento, trascorrendo il tempo rimasto presso la sua abitazione, in attesa che giungesse l’ora di tornare al posto di lavoro per timbrare l’uscita. Il predetto, astutamente timbrava finanche il suo badge nell’orario destinato al rientro senza dedicare neppure un secondo al lavoro. Tale condotta truffaldina veniva acclarata in diverse occasioni, consentendogli di percepire il suo stipendio, stando comodamente  a casa o seduto ai tavoli di un bar a leggere il giornale. Tuttavia, il suo modus operandi non passava inosservato agli investigatori che, per accertare se il predetto dopo la timbratura del cartellino si recava in qualche sede di lavoro distaccata, si mettevano alle sue calcagna, seguendolo nei quotidiani spostamenti. Oltre alle assenze acclarate dai pedinamenti, dall’attività d’indagine si è potuto riscontrare che l’impiegato, da anni,  non ha una sede, ovvero un ufficio in cui prestare servizio. È emerso che nessuno sapeva indicare, neppure lo stesso arrestato,  l’ufficio in cui avrebbe dovuto prestare servizio. Di contro, il Caccamo ha ritenuto giusto percepire lo stipendio illegittimamente, senza svolgere alcuna mansione, senza recarsi in alcun ufficio a prestare attività lavorativa e senza evidenziare tale stato di cose agli organi competenti, approfittando di una palese mancanza di controllo da parte di chi era deputato a farlo, preferendo l’ozio al lavoro e beneficiando in modo truffaldino di uno stipendio di circa 1.500 euro mensili, pagato con i soldi dei contribuenti. Gli appostamenti del mese di marzo, il controllo durante il blitz del mese di maggio di quest’anno e i pedinamenti del 29 e  30 giugno denotano una condotta reiterata posta in essere dal Caccamo.

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