Marco Bruno vince la mostra-concorso presepe della coop Arca di Modica
“Era il Natale del 1223. Francesco aveva detto: Mi piacerebbe tanto rappresentare il bambino nato a Betlemme, provare i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie ad un neonato, adagiato com’era sul fieno, fra il bue e l’asinello.” Così nasce il presepe, secondo Marco Baliani in Francesco a testa in giù; e da quella invenzione di San Francesco è buona “tradizione” a Natale costruire il presepe. Una tradizione vicina al cristianesimo anche se mentre alcuni sono soliti allestire il presepe per passione, per dare libero sfogo alla fantasia, alla creatività, altri, con spirito da veri collezionisti, amano acquistare presepi diversi e particolari, al fine solo di averli. Nei giorni scorsi, dal 20 al 27 dicembre ad opera della Cooperativa Arca si è svolta una mostra-concorso nei locali della Fondazione Grimaldi rivolta alle scuole ma anche ai privati. La manifestazione ha riscosso grande successo, sia di pubblico perché c’è stata un’ottima affluenza di visitatori, sia di partecipanti. Hanno aderito parecchie scuole, di vario ordine e grado, di Modica ma anche di molte altre scuole della provincia. E hanno aderito tanti privati, citiamo solo Marcello Bruno tra l’altro vincitore per decreto della giuria popolare. Oltre ad essere stata la festa del presepe, di questo piccolo capolavoro che incanta piccoli e grandi e che resiste ancora in un’epoca in cui sembra che ciò che appartiene al passato debba essere rinnegato, essa è stata anche la festa della fantasia e della creatività, dell’ingegno e dell’inventiva, la dimostrazione della possibilità di utilizzazione e ri-utilizzazione dei più diversi materiali. Facendo un’operazione di astrazione mentale, visitando la mostra abbiamo avuto la dimostrazione che non tutto è come appare e spesso una cosa può assumere sembianze diverse: un ramo può diventare un costone con tante casupole appollaiate con al centro la grotta di Gesù, una lampada la location di un presepe fatto di ombre, chicchi di pasta i personaggi di un “buonissimo” presepe, fogli di cartone, che normalmente butteremmo, un presepe con una prospettiva originalissima. Auspichiamo che questo evento diventi, nonostante i problemi organizzativi che non mancano e che vengono affrontati con coraggio e determinazione dai ragazzi dell’Arca, una “tradizione” per Modica. Perché il presepe ci appartiene e ci ricorda la bellezza della semplicità e delle piccole cose e, soprattutto, l’incanto dell’amore filiale e della famiglia. Come scrisse e recitò il grande Edoardo in Natale in Casa Cupiello: “Quest’anno faccio il più bel presepio di tutti gli altri anni…Io sono stato il padre dei Presepi…Qua faccio il laghetto col pescatore, e dalla montagna faccio scendere la cascata d’acqua. Ma faccio scendere l’acqua vera!” Speriamo che non venga mai meno la voglia di costruire un presepe col cuore.







