L’arte di Giuseppe Malandrino in scena al Teatro Garibaldi con la presentazione del libro di Anna Malandrino
Una presentazione insolita, che ha coniugato pittura, musica e teatro. E’ quella che si è svolta ieri al Teatro Garibaldi di Modica per far conoscere al pubblico il libro “Giuseppe Malandrino fra compostezza formale e ricerca interiore”, scritto dalla modicana Anna Malandrino, cultore d’arte e di storia patria, ed edito dalla Università delle Tre età.
Sul palco un telo trasparente a dividere due scene: in primo piano, la presentazione del libro con l’autrice e i relatori seduti ad un tavolino, riproducendo l’immagine del noto bar modicano ‘La Latteria’, frequentato dal pittore Giuseppe Malandrino; sullo sfondo l’intervista a Teresa Corrino – il padre era un amico intimo dell’artista – che riporta quasi in vita il pittore, descrivendo particolari della sua vita e tratteggiandone il profilo umano. Due momenti, dunque, il presente e il passato, congiunti da un’opera dell’artista proiettata sul telo, che è anche la copertina scelta per il libro di Anna Malandrino. E’ “Autoritratto”, l’ olio su tela del 1953, eseguito dal pittore modicano a Buenos Aires.
Ma chi era Giuseppe Malandrino? Lo descrive in maniera chiara e appassionata Angela Allegria, coautrice del libro: “Protagonista attivo del XX secolo, autore della propria esistenza vissuta in maniera intensa, sognatore che ha saputo trasformare in realtà i propri progetti artistici, Giuseppe Malandrino vive l’arte nel suo significato autentico come ricerca del bello, aderenza al reale, sperimentazione continua verso nuove forme di espressione”. E proprio la tensione tra compostezza formale e ricerca continua è stato il tema dell’intervento del preside del Liceo Classico Umberto I di Ragusa, Vincenzo Giannone, che si è soffermato sull’importanza di ricordare personaggi illustri come Malandrino e ha sottolineato come il testo di Anna Malandrino dia una visione più completa dell’artista rispetto a quanto già si conosceva. A relazionare sul volume è stato, inoltre, Andrea Guastella, critico d’arte, che ha posto l’accento sulle opere di Malandrino. Sul telo bianco scorrono le immagini dei dipinti del pittore modicano. “La morbidezza dei panneggi, la linearità di forme geometriche, la sinuosità delle linee dei reticolati, la profonda percezione psicologica dei soggetti ritratti, l’attenzione allo sguardo e alle abitudini dei protagonisti, la precisione nel disegno e la profonda conoscenza dei chiaroscuri nelle incisioni fanno di Giuseppe Malandrino un artista a tutto tondo, capace di rappresentare la vera essenza della vita”. E’ l’analisi pittorica della coautrice del volume, Angela Allegria, che in poche parole racchiude il fascino delle opere di Giuseppe Malandrino.
Sul palco del Teatro Garibaldi si sono alternati recitazione di passi del libro, a cura di Marcello Sarta e Fatima Palazzolo, e musica con le note suonate dal pianista Gianluca Abbate, per raccontare l’uomo e l’artista Malandrino. Presenti in sala il figlio di Giuseppe Malandrino, Massimo, e alcuni nipoti, che hanno vissuto l’emozione di un momento che ha reso omaggio ad un artista che ora tutti conosciamo un po’ di più, grazie al contributo di Anna Malandrino, e di cui possiamo apprezzare e amare l’arte.
Marina Barrera







