La proposta di Distefano: macchine spremiagrumi negli ospedali
L’arancia non è soltanto buona da mangiare, energetica e dissetante, ma è anche uno dei frutti dalle maggiori proprietà salutari per il nostro organismo. Parte da questa tesi la proposta che il consigliere comunale Emanuele Distefano ha inoltrato al direttore generale dell’Asp 7 Ragusa, Ettore Gilotta, e materialmente consegnato al direttore amministrativo della stessa azienda sanitaria, Maria Sigona. “Le arance – afferma il consigliere Distefano – sono un’ottima fonte di vitamine, soprattutto la C e la A, seguite da buona parte delle vitamine del gruppo B. Sono caratterizzate, inoltre, da un elevato contenuto di bioflavonoidi, sostanze che, assieme alla vitamina C, ricoprono un importante ruolo nel potenziamento delle difese immunitarie e costituiscono un ottimo coadiuvante nella prevenzione delle tipiche malattie invernali da raffreddamento. Per queste e altre ragioni, sulla scorta dell’esperienza già attuata a palazzo dell’Aquila, ho chiesto ai vertici dell’Asp di valutare l’opportunità di installare, laddove verrà ritenuto opportuno e, comunque, presumibilmente all’interno delle strutture sanitarie quali ospedali e Pte, le macchinette di spremitura automatica che rappresentano un nuovo strumento per l’aumento del consumo di spremute d’arancia. Macchinette che, tra l’altro, come abbiamo già avuto modo di sperimentare a palazzo di Città, garantiscono una serie di vantaggi quali grande qualità esente dagli oli essenziali amari della buccia ed elevata resa in succo”. Il consigliere Distefano sottolinea che la proposta è stata accolta in maniera interessata dal direttore Sigona che adesso valuterà in che termini concretizzarla. “Grazie a questo sistema – continua l’esponente del Pdl – l’arancia, che viene tagliata diametralmente in due parti e quindi spremuta in modo tale da separare integralmente il succo dagli oli essenziali amari della buccia, può attivare al meglio i propri effetti benefici. E quale migliore opportunità se non quella di portare avanti tale iniziativa all’interno di strutture deputate alla cura di chi sta male. Basti pensare che numerosissimi studi scientifici confermano che queste sostanze benefiche, parlo dei bioflavonoidi, hanno proprietà che spaziano da quelle antiossidanti ed antinvecchiamento a quelle anticancerogene. Devo sottolineare l’attenzione che i vertici dell’Asp hanno riservato alla mia proposta, segno di una dirigenza che guarda con la necessaria curiosità anche alle novità proposte dalla tecnica per migliorare la qualità della vita di tutti noi”.







