Irene Grandi: “A Sanremo per vincere”
Roma, 11 feb. (Adnkronos) – “Torno a Sanremo per vincere”. Non usa mezzi termini Irene Grandi(nella foto), in gara a Sanremo con ‘La cometa di Halley’. La cantante toscana, in realtà, la sua rinvincita sul festival se l’era già presa sul campo, quando nel 2007, la sua ‘Bruci la città’, scartata dai selezionatori sanremesi era diventato il pezzo più suonato dell’estate.
Forse anche per questo quest’anno ha tutta l’intenzione di farsi valere sul palco dell’Ariston. “Siamo gasatissimi. Ho provato con l’orchestra, il pezzo mi piace da morire, vogliamo fare una bella cosa”. E non è un caso se l’autore di ‘La cometa di Halley’ è lo stesso di ‘Bruci la città’: Francesco Bianconi dei Baustelle. “Con lui ormai siamo affiatatissimi. Tra noi c’è una fiducia totale. Siamo una coppia vincente e questa sarà una bella rivincita”, dice Irene. “Mi aveva mandato questa canzone – racconta la cantante – in una stesura praticamente completa, ma affidandola alla mia interpretazione e al mio gusto nell’arrangiamento. Ci siamo trovati alla perfezione sia nelle immagini del testo, sia nell’ariosità dei suoni”, aggiunge.
Poi rivela che il sorprendente compagno che salirà sul palco con lei per il duetto della serata del venerdì, l’attore toscano Marco Cocci (‘Ovosodo’ e ‘L’ultimo bacio’) che è anche leader e vocalist della rockband Malfunk. “Il brano si presta per un duetto e lui ha le caratteristiche che volevo, una voce rock che non si è ancora espressa al massimo”, sottolinea.
Per Irene ‘La cometa’ di Halley’ è anche il “perfetto preludio” dell’album ‘Alle porte del sogno’, che uscirà nella settimana del festival con 11 brani inediti scritti con lei da collaboratori affiatati come Pio Stefanini ma anche da mostri sacri della canzone italiana come Gaetano Curreri degli Stadio e da autori inaspettati come il poeta toscano Afredo Vestrini. Un album di inediti, che esce a 5 anni di distanza da ‘Indelebile’ e in cui la cantante affronta temi d’attualità anche forti, come il ‘vivere con’ e non ‘contro’, la crisi come opportunità di rinascita e il rapporto tra natura e realtà artificiali, non perdendo mai però la sua capacità di comunicare ottimismo.
“Negli anni ho imparato che i dolori e le rabbie vanno attraversati ma poi li devi anche sapere lasciare andare. Forse questo spirito più maturo è quello che contraddistingue tutto l’album”. Musicalmente, ‘Alle porte del sogno’ è il disco che ci si può aspettare da un’entusiasta e irrequieta per natura come Irene Grandi, ed è anche qualcosa di più. E’ un album radicato nella tradizione e nella storia della cantante, nei suoi legami con la canzone italiana e con quella internazionale. Ma guarda anche avanti, con suoni contemporanei, ogni tanto volutamente spiazzanti, che si innestano sulle canzoni e sulle melodie cantate da Irene: “Non è la prima volta che sperimento questi suoni, ma poi avevo un po’ nascosto questa mia tendenza. Per questo disco avevo voglia di sentire la mia voce sopra un sostegno che non fosse soltanto rock o acustico, come nella mie precedenti uscite”, racconta.
Quanto alla kermesse festivaliera, Irene si sente in buona compagnia nel cast di quest’anno. “Mi sembra che ci sia un bel po’ di musica, dai ragazzi usciti dai talent, a me, a Nino D’Angelo, ad Enrico Ruggeri, a Morgan… che purtroppo è stato fatto fuori. Sia ben chiaro, io sono contro la droga – dice a proposito della disavventura del collega – ma non si può mettere in croce nessuno per gli sbagli che fa. Doveva restare in gara”. La fa sorridere invece la presenza all’Ariston da cantanti di Emanuele Filiberto: “Una trovata televisiva”, conclude.







