Il pozzallese Francesco Abbondo insignito della medaglia d’onore
Cerimonia in Prefettura, ma a Pozzallo lo hanno dimenticato… proprio nel giorno della memoria!
Ieri, presso la Prefettura di Ragusa, c’è stata la cerimonia con la quale i pozzallesi Francesco Abbondo e Giuseppe Sartori sono stati insigniti della medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti tra il 1943 ed il 1945. Sartori non ha potuto partecipare alla consegna perchè non era in buone condizioni di salute. A tracciare un profilo del padre è stato il figlio, Antonello, pozzallese molto conosciuto. “Mio padre è stato chiamato alle armi il 25 giugno 1940, – ha affermato Antonello – appena ventenne. Nel maggio 1941 fu destinato a Cefalonia presso Maridist Argostoli con la qualifica di sottonocchiere. Fra i suoi compiti anche quello di accompagnare con la barca il cappellano militare Don Luigi Ghirlandini presso i soldati feriti per portare loro la Comunione. Con lui strinse una grande amicizia che durò anche dopo la guerra. All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, passò come combattente della formazione Acqui-Cefalonia. Nei giorni che seguirono, in quell’isola, come tutti sappiamo, si compì un massacro immane. I soldati italiani vennero sottoposti ad esecuzioni di massa sommarie. Mio padre fu uno dei tanti testimoni di quell’orribile scenario e uno dei pochi che riuscì a tornare vivo a casa. Da piccolo ricordo che, seduto sulle sue ginocchia, mi raccontava la storia di quei terribili giorni e come lui riuscì a sfuggire all’eccidio grazie al buon cuore di una famiglia dell’isola che, per salvarlo dalla sicura fucilazione e senza badare al rischio che correva, lo nascose per giorni all’interno di un pozzo.
Dopo, quando circolò voce che gli italiani non venivano più uccisi sul posto, ma deportati, uscì allo scoperto e fu portato come prigioniero di guerra nei campi lager nazisti in Germania e lì vi rimase fino al 5 dicembre 1944. Riuscì a tornare a Pozzallo solo nel 31 agosto del 1945. Ricevere oggi (ieri n.d.r.) questa medaglia, dalle mani del prefetto e alla presenza delle più alte autorità provinciali civili e religiose – continua Antonello Abbondo – è stato per me un onore perché vuol dire avere finalmente riconosciuto i sacrifici e gli orrori che mio padre ha vissuto in nome della Patria e che hanno segnato per sempre la sua vita. Mi spiace soltanto che oggi fisicamente non è stato presente perché purtroppo non c’è più. Non ho potuto vedere i suoi occhi brillare di emozione, ma sono sicuro che da lassù ha partecipato alla manifestazione perché nessuna persona muore veramente fin quando resta viva nei ricordi e oggi mio padre è stato reso vivo nella memoria.
Il paradosso
Pozzallo, ieri, nelle sue manifestazioni in onore della giornata della memoria, ha escluso il nome dei due pozzallesi che ieri in Prefettura sono stati insigniti della medaglia d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945.
“E’ una vergogna! E la chiamate giornata della memoria?” – ha concluso Antonello Abbondo.







