Gli chef iblei Cassarino e Capraro alla Chef’s Cup Sudtirol
Tra i cinque chef siciliani presenti alla Chef’s Cup Sudtirol quest’anno se ne annoverano ben due provenienti dalla provincia iblea: si tratta di Francesco Cassarino e Accursio Capraro. La kermesse enogastronomica dell’inverno che si svolge nelle Dolomiti, rappresenta il perfetto connubio tra alta gastronomia, sport, spettacolo e beneficenza. Stavolta, la regione ospite, per confrontarsi con gli chef stellati dell’Alta Badia, è stata la Sicilia. Francesco Cassarino, Accursio Capraro, Pino Cuttaia di Licata, Piero D’Agostino di Taormina e Corrado Assenza di Noto sono i cinque chef . Dieci le ricette siciliane proposte dai cinque chef. Capraro ha fatto degustare l’arancino siciliano e il macco di fave con ricotta. Cassarino, invece, ha proposto involtini di cernia con melanzana perlina oltre a gnocchetti con pesto alla trapanese e ragusano Dop. Tutti i piatti degli chef iblei sono stati particolarmente apprezzati dagli ospiti in occasione della cena di gala tenutasi al Moritzino, a 2.100 metri di quota, in uno scenario incantevole e unico. “Aver potuto mettere in rilievo i piatti della nostra tradizione con prodotti tipici locali – afferma Cassarino – ha permesso di far conoscere ad un pubblico diverso dal solito le nostre capacità gastronomiche. La soddisfazione di chi ha gustato i nostri piatti è stata tanta. Un bel modo di promuovere il nostro modo di fare cucina”. “Il senso dell’iniziativa – chiarisce il presidente provinciale dei ristoratori di Confcommercio, Giuseppe Barone – è quello di utilizzare la cucina come strumento per unire. Non c’è la cucina di un territorio migliore di quella di un altro. Ci sono espressioni gastronomiche differenti, diverse. E quella della Chef’s Cup è una opportunità sicuramente interessante di procedere in questo senso”. Per il presidente provinciale di Confcommercio, Angelo Chessari, si tratta di “un’altra occasione in cui gli chef di casa nostra, che ormai hanno raggiunto livelli in grado di suscitare costante interesse, hanno messo in evidenza la propria capacità tecnica, calamitando l’attenzione dei presenti. Anche in questo caso, attraverso la cucina, si è riusciti a promuovere il nostro territorio perché in molti hanno voluto informarsi sulle località di provenienza dei due chef iblei. Ai quali va il nostro plauso per essere stati in grado di farsi valere”.







