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Oggi 7 febbraio si celebra la 32^ Giornata Nazionale per la Vita

viva la vita«Se c’è una cultura della vita, c’è anche uno spazio possibile per la famiglia, per i più piccoli, per gli anziani, per la vita fragile, e quindi anche per le famiglie in situazione di crisi economica». Il documento La forza della vita, una sfida nella povertà, che il Consiglio episcopale permanente ha diffuso in vista della 32ª Giornata nazionale per la vita (7 febbraio), mette in evidenza la persona e la solidarietà tra famiglie che vivono la crisi, scoprendo che il vero benessere non è la ricchezza economica, ma è dato da una relazione rinnovata tra persone che possono entrare in comunione. È quindi possibile cogliere l’occasione della crisi economica per una nuova solidarietà tra le famiglie, capace di arricchire tutti pur in un momento di difficoltà e di penuria di beni e risorse materiali.

Il documento per la Giornata per la vita afferma in apertura che «chi guarda al benessere economico alla luce del Vangelo sa che esso non è tutto, ma non per questo è indifferente. Infatti, può servire la vita, rendendola più bella e apprezzabile e perciò più umana». Il documento ricorda ancora che «la Chiesa si impegna per lo sviluppo umano integrale, che richiede anche il superamento dell’indigenza e del bisogno. La disponibilità  di mezzi materiali, arginando la precarietà che è spesso fonte di ansia e paura, può concorrere a rendere ogni esistenza più serena e distesa. Consente, infatti, di provvedere a sé e ai propri cari una casa, il necessario sostentamento, cure mediche, istruzione.La parte conclusiva del messaggio afferma: «Anche la crisi economica che stiamo attraversando può costituire un’occasione di crescita. Come insegna il Papa Benedetto XVI nella recente Enciclica Caritas in veritate, “rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico” (n. 45), in quanto “l’apertura moralmente responsabile alla vita è una ricchezza sociale ed economica” (n. 44)». Pensiamo alle famiglie di tutto il mondo in modo particolare quelle che più soffrono, alle madri in difficoltà, alla vita che ancora oggi è stata negata a tanti bambini; alla sofferenza non compresa. Ogni uomo è riflesso del Verbo di Dio. La vita è perciò un bene “indisponibile”; l’uomo lo riceve, non lo inventa; lo accoglie come dono da custodire e da far crescere, attuando il disegno di Colui che lo ha chiamato alla vita; non può manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva.

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