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Cioccolato modicano, verso il marchio geografico collettivo

cioccolato_modicano-1Quella che si prospetta per il cioccolato modicano è la stessa strada seguita dalle invenzioni o dalle novità tecniche. Il “cioccolato di Modica” diverrà, secondo quanto oggi si ipotizza, un marchio registrato, nello specifico un “marchio geografico collettivo” di carattere comunitario, in quanto riconosciuto non solo in ambito nazionale ma anche in tutta l’Unione Europea. Un marchio non più pubblico, come poteva essere l’Igp, l’Stg o come sono i “Doc”, “Docg” e gli altri. Il “marchio collettivo geografico” è infatti un marchio di carattere “privato”, equivale ad un brevetto, tant’è che infatti ad essere incaricato di certificarlo non sarà oramai il Ministero alle Politiche Agricole, bensì quello all’Industria, nella fattispecie l’ ufficio brevetti e marchi. L’iter si può dire già avviato. Per richiedere il “marchio” (si badi che non si chiederà il riconoscimento, ma l’assegnazione, ndr) bisognerà presentare un regolamento d’uso, che riprenderà per molti versi il disciplinare già a fatica redatto e sottoscritto negli anni scorsi. Successivamente andrà presentata anche una relazione in cui si motiva la necessità del marchio e le ricadute economiche, sia in termini positivi che negativi. A richiedere questo tipo di marchio potrebbero essere anche gli stessi produttori, o anche il Consorzio. Per garantire tutti sarà però il Comune di Modica ad avanzare richiesta ufficiale al Ministero, per il tramite della Camera di Commercio. La peculiarità dell’assegnazione di questo marchio è il valore retroattivo. Vale a dire che dalla data della richiesta del marchio, nessuno potrà utilizzarlo senza l’autorizzazione del richiedente, pena un risarcimento per danni d’immagine o anche plagio. Ma attenzione. Tra le carte ministeriali si legge infatti che “la registrazione di un marchio collettivo geografico non impedisce ad un terzo di avvalersi del nome geografico oggetto del marchio per indicare, anche se solo con finalità descrittive, e quindi al di fuori del marchio in senso proprio, il luogo di provenienza dei propri prodotti”. Dunque adesso si apre una nuova fase. La strada è tracciata ma si deve correre, onde evitare una ulteriore beffa. Un chiunque produttore potrebbe infatti fare richiesta del marchio e bruciare sul tempo così Comune, Camera di Commercio, Consorzio e compagnia. A proposito di Consorzio. Non servirà più un Consorzio di tutela, bensì uno di promozione, perché il cioccolato di Modica perderà quel treno promozionale chiamato “marchio Igp” o “Stg”, e dovrà quindi correre solo sulle proprie gambe. Buona fortuna. Che Montezuma ce la mandi buona!

Giorgio Caruso

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