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Berlusconi: “Presto una nuova legge sui pentiti”

Roma, 10 feb. (Adnkronos/Ign) – Bertolaso, giustizia, par condicio, legge sui pentiti, caso Boffo. Sono solo alcuni dei temi affrontati dal premier Silvio Berlusconi nel corso di un intervento fiume – novanta minuti – al Tempio di Adriano per la presentazione del libro di Bruno Vespa. Rinnovata “piena fiducia” al sottosegretario alla Protezione Civile, Guido Bertolaso, da poche ore indagato, il presidente del Consiglio ammette di non sapere ora ”quanta voglia abbia di continuare Bertolaso, lui che si è speso così tanto lavorando giorno e notte e poi…”. Il Cavaliere se l’è presa con chi intraprende processi, a cominciare da quelli contro il presidente del Consiglio, che “poi risultano essere sempre del tutto infondati. Questo è un male italiano”.Un modo per introdurre uno degli argomenti che Berlusconi ha più a cuore: la giustizia. Dopo aver sottolineato che è “ferma intenzione” del governo “fare la riforma della giustizia entro questa legislatura” senza lasciare su un binario morto il processo breve in seguito all’approvazione del legittimo impedimento, il premier precisa che va cambiata in particolare la legislazione sui pentiti . E ciò andrà fatto nell’ambito della riforma della giustizia sottolineando che il ddl presentato al Senato da Giuseppe Valentino non si inserisce in un quadro più globale.

Il Cavaliere ritorna poi su se stesso e afferma: “La cosa che mi da più fastidio è vedere scritto che il Parlamento si occupa solo dei problemi giudiziari del presidente del Consiglio. La verità è che non ho problemi giudiziari ma ho solo aggressioni giudiziarie”.

Dalla giustizia alle elezioni. “Non credo che si debba fare una grande campagna elettorale per le regionali”, sottolinea il premier dicendosi “sereno” sull’esito delle elezioni. Con un lapsus chiama il Pdl Forza Italia e assicura: ”Forza Italia è intorno al 40 per cento e la Lega al 10 per cento, quindi sono tranquillo”. Fa quindi un pronostico: ”Siamo undici a due. Ogni risultato dieci a tre, nove a quattro, sarebbe positivo. Poi il risultato vero si peserà guardando al numero degli elettori”. Il presidente del Consiglio riconosce che ”è difficile cambiare la situazione nelle regioni con una storia a sinistra, perché le radici della sinistra sono antiche”. In altre situazioni, spiega, dipende ”dallo schieramento dell’Udc e lì faremo valere le nostre ragioni”.

Il suo impegno in vista del voto sarà tutto concentrato sulle tv, la radio e la stampa locali, “perché – afferma – i servizi di sicurezza mi hanno consigliato prudenza dopo l’aggressione subita a Milano. Mi dispiace ma mi hanno sconsigliato il contatto diretto con la gente”. Da qui alla sua idea di par condicio. Il premier ritiene “che la cosa più corretta sia quella praticata da tutti gli Stati delle democrazie occidentali di assegnare in televisione ad ogni partito uno spazio orario proporzionale alla propria quota elettorale come avviene per i discorsi o per i finanziamenti nel Parlamento. Credo che fare il contrario significhi distorcere la comunicazione e fare qualcosa che va nella direzione di favorire i piccoli e di sfavorire i grandi partiti”.

Capitoli Pdl e governo. “Ho sempre pensato che un partito destinato ad essere protagonista principale della politica italiana nei prossimi anni, probabilmente nei prossimi decenni debba costruirsi come un partito assolutamente democratico” e dunque “nel Popolo della Libertà non c’è nessun vero richiamo della caserma”.

Poi fa una battuta: “Non ho mai pensato cosa possa succedere dopo il 2020…”. Ma è pronto ad affermare che resterà fino alla fine della legislatura (tra i primi e prossimi obiettivi “la riduzione della pressione fiscale”) e che la coalizione “è solida, non c’è nessun problema”. Nessuna tensione tra Pdl e Lega. “‘Non ho timore – dice – che la Lega possa rafforzarsi. Io ho avuto il merito di costituzionalizzare e istituzionalizzare la Lega”. Quanto a Gianni Letta, assicura Berlusconi di non aver mai pensato a lui come vicepresidente del Consiglio, “perché non potrebbe svolgere le attività e le importanti funzioni che adesso svolge come sottosegretario alla presidenza del Consiglio”.

E dal caso Boffo il cerchio si chiude di nuovo su se stesso. “Non ho mai conosciuto Boffo. Sono dispiaciuto comunque che sia stato attaccato dalla stampa così come mi dispiace ogni qualvolta qualcuno viene preso di mira”. Quando gli chiedono se l’ex direttore de ‘L’avvenire’ debba avere un “risarcimento” o una sorta di riconoscimento per quanto gli è accaduto, il premier replica: “se parliamo di riconoscimenti penso che nessuno come me ha avuto più attacchi. Ritengo di essere io il campione internazionale assoluto come vittima di attacchi da parte della stampa…”.

Ma non finisce qui. Berlusconi in serata va a Palazzo dei Congressi per partecipare alla cena elettorale di Renata Polverini, candidata alla guida della regione Lazio. Accolto in sala dalla canzone ‘Meno male che Silvio c’è e subito dopo dalle note dell’inno d’Italia”, sale sul palco ed esordisce: “E’ inutile fare campagna elettorale, nel Lazio abbiamo già vinto”.

Tra una battuta e l’altra si scaglia poi contro la sinistra (“Oltre ai suoi difetti la sinistra è ammanettata a Di Pietro e quindi è una sinistra forcaiola e giustizialista”) per ritrovare il filo del discorso sulle Regionali. “Quando vedo le donne perdo il filo”, scherza il presidente del consiglio lasciando intendere che proprio la presenza della Polverini lo abbia distratto, ma è convinto di non essere il solo a subire il fascino femminile. “Gli italiani sono tutti così, o preferite quegli altri, Marrazzo per esempio? Sono cattivo, mi andrò a confessare”, aggiunge ridendo il premier.

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